Seducere

“Chiedi e ti sarà dato.”

La frase è vecchia di qualche migliaio di anni, ma la verità dentro è tutta ancora lì. In seduzione forse ancor di più che in ogni altra cosa.

Il punto non è mistico, è pratico: il 90% delle cose che la gente desidera non le ottiene semplicemente perché non le chiede. Si limita a sperare. A far vedere. A orbitare intorno. Mai a chiedere.

E sai una cosa? Quel 90% è proprio il motivo per cui ti perdi occasioni che erano lì, a portata di mano.

Perché non chiediamo

Non chiediamo perché abbiamo paura del no. Fine.

Il resto sono razionalizzazioni eleganti: “aspetto il momento giusto”, “voglio creare prima la giusta atmosfera”, “non vorrei sembrare invadente”. Bello. Nel frattempo lei se ne va a casa, e tu torni con il tuo caffè raffreddato e un’altra storia da raccontarti.

Se ci pensi un secondo, il no è un prezzo bassissimo. Ti costa trenta secondi di imbarazzo che nessuno ricorderà domani. Il sì invece apre porte che da solo, aspettando, non avresti mai aperto. Il calcolo è così sbilanciato a tuo favore che il solo pensare di non chiedere, se ti fermi un attimo, è quasi comico.

Chiedere come atto di rispetto

C’è un’altra cosa che quasi nessuno dice: chiedere è un atto di rispetto, non di invasione.

Quando chiedi in modo chiaro, stai dando alla persona davanti a te la possibilità di scegliere. Non la stai manipolando, non stai giocando. Le stai dicendo: ecco cosa voglio, tu cosa ne pensi? È onesto, è diretto, e paradossalmente è la cosa che le donne trovano più rara e più attraente negli uomini — molto più di qualsiasi tecnica.

Chi non chiede si aspetta che l’altro indovini. E indovinare stanca. Le donne si stancano in fretta di dover decifrare segnali.

Dalla teoria al “adesso”

Vediamola in pratica. Sei lì, stai parlando con lei da dieci minuti. Il feeling c’è. Hai due strade:

La prima: continui a parlare, aspetti che qualcosa “succeda”, guardi l’orologio, alla fine ti congedi con un “beh, magari ci rivediamo” che rimbalza nel vuoto.

La seconda: chiedi. Non importa come — chiedi il numero, chiedi se vuole continuare la serata da qualche altra parte, chiedi se ha voglia di rivedersi sabato. Chiedi qualcosa.

Trovi il ragionamento esteso su come funziona davvero la richiesta in come chiedere il numero ad una ragazza, ed è un buon complemento a questa pagina: lì è operativo, qui è mentale.

E se ti interessa il principio più generale applicato non solo alla seduzione ma alla vita, ne ho parlato nel dettaglio in come ottenere qualunque cosa vogliate. Leggilo dopo, non prima: prima bisogna essere convinti dell’idea base, che è quella di questa pagina.

Il tono della domanda

Una cosa che fa la differenza: il tono.

“Mi daresti il tuo numero…?” con la vocina triste non è una domanda, è una supplica. E le suppliche si rifiutano, sempre.

“Dammi il tuo numero, così ti scrivo” detto normale, con un mezzo sorriso, come se fosse la cosa più naturale del mondo — quella è una domanda. Una domanda forte, non aggressiva, semplicemente chiara. Hai deciso tu cosa vuoi, glielo hai detto, ora tocca a lei.

La differenza tra le due è tutta nel fatto che nella prima ti stai giustificando di esistere, nella seconda no. Ti sembra una sottigliezza? Non lo è. È tutta la partita.

Se vuoi vedere la versione “ad alto volume” di questo principio applicata al contesto più rumoroso possibile, dai un’occhiata al thread frasi di approccio in discoteca sul forum. In discoteca hai venti secondi, il bass ti copre la voce, e la mossa la fai o la perdi. È il caso limite del “chiedi o stai zitto” — e leggendo quelle centinaia di report vedi che la maggior parte delle ragioni per cui gli approcci falliscono non sono le parole usate, ma il fatto che nessuno ha provato.

La paura del “chiedo troppo”

Molti hanno paura che chiedere troppo presto “rompa qualcosa”. Che sia meglio aspettare.

Aspettare cosa, esattamente?

Aspettare è l’alibi preferito di chi non vuole rischiare. E siccome tutti aspettano, chi chiede diventa memorabile per il solo fatto di aver chiesto. Anche se riceve un no. Perché almeno si è preso la briga di fare una mossa, e nella testa di lei resti l’uomo che ha fatto la mossa — non l’ennesima ombra che le ronzava intorno.

Se vuoi vedere il dibattito reale su quando e come chiedere il numero (e se sia meglio darlo o farselo dare), c’è un thread molto buono sul forum: Chiedere il numero o dare il proprio? Centinaia di risposte da ragazzi che la mossa l’hanno fatta davvero.

Ogni volta che puoi

Alla fine la regola è una sola: ogni volta che puoi chiedere qualcosa che vuoi, chiedila.

Non aspettare il momento perfetto, non costruire la premessa magica, non aspettare un segnale. Chiedi. Poi vedi cosa succede e gestisci la risposta.

Succederanno tre cose, più o meno in queste proporzioni: qualche volta ti diranno sì, qualche volta ti diranno no, qualche volta ti diranno “adesso no ma magari”. In tutti e tre i casi hai vinto, perché hai un’informazione che prima non avevi. Non chiedere vuol dire restare in quello stato di ansia grigia in cui non sai se sì o no, e fingi che questa ignoranza sia romantica. Non lo è. È solo ignoranza.

Il più bel regalo che puoi farti è smettere di aspettare. Inizia oggi. Chiedi una cosa — una sola — che di solito non avresti chiesto. Vedi cosa succede.

E poi chiedimene un’altra domani.


Questo articolo fa parte della serie sul principio della domanda. Per il lato pratico vai su Come chiedere il numero. Per il principio generale applicato alla vita, Come ottenere qualunque cosa vogliate. E se vuoi parlare della tua situazione specifica, il Coach risponde in meno di un minuto.


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