Seducere

tumblr_m487yjapHJ1r57k28o1_1280

Questo post si ricollega alla [Lezione 1#IN].

Ti sarà successo almeno una volta nella vita, di aver conosciuto una persona che ti ha folgorato, che sia stato un colpo di fulmine o una conoscenza graduale, pian piano questa persona è entrata nella tua testa e lì è restata. Poi sarà dipeso da te -e, continuerà a dipendere da te in futuro con lei o con le prossime persone che ti faranno questo effetto- se con questa persona sarai restato poco più che un volto in mezzo alla città in cui vivi (se qualcuno vive in campagna o in montagna sappia che penso anche a lui), oppure se sarai diventato un conoscente, amico, o ancora meglio ci avrai flirtato entrando nella sfera di potenziale partner.

Fino a qui sarebbe tutto a posto (sempre sperando tu sia almeno arrivato a flirtarci). Il problema -e che problema- sorge se questa persona resta nella nostra testa anche a giochi finiti (o mai iniziati).

Ora, a qualcuno verrà da pensare all’Amore, e non nego che talvolta potrebbe aver ragione, i sintomi sono simili, la persona non c’è, manca, e tutto ciò si aggrava col fatto che non c’è modo di placarli perché ti senti impotente; come ho detto, i giochi sono finiti, per una ragione o per l’altra hai perso la persona (sì, solo fisicamente, in testa rimane…). Ma non sempre è amore. Spesso è proprio il fatto che ti manca, il fatto che è fuori dal tuo potere qualsiasi chance di risistemare le cose che ti rende oserei dire ossessionato, tormentato dall’altro. E questo è male. Vuoi sapere perché?.

In primis, perché questo stato d’animo ti spingerà ad avere comportamenti/atteggiamenti che ti precluderanno qualsiasi tipo di “remix” con quella persona. (Per remix intendo: ritorno al gioco, al flirt, ad una qualsiasi possibilità di seduzione dell’altra persona). Già, più sarai tormentato, meno sarai lucido nel pensiero e nelle azioni, e finirai inevitabilmente per ricalcare, rimarcare nella persona che desideri i motivi che la hanno spinta a troncare la vostra relazione o ancora peggio a non dare possibilità affinché ne nascesse una.

In secundis, perché questo stato mentale abbasserà la tua autostima, la tua vitalità, la tua energia e il desiderio di “rinascita” che è fondamentale per poter uscire dal circolo vizioso e dimenticare la persona in questione. C’è un modo per superare tutto questo?.

Certo che sì.tumblr_m8v3chMxIH1rnvbtvo1_500 Mettiti in testa che quel che senti è frutto di una laboriosa idealizzazione che il tuo cervello ha compiuto sulla persona che ora ti ossessiona. Molto probabilmente quando ne uscirai te ne accorgerai, ti renderai conto che la persona che vedevi come un “angelo caduto dal cielo” in realtà non risplende di luce propria, ma è umana, fatta di carne e ossa, con tutti i bisogni, difetti, passioni, pregi, desideri in saccoccia. Ti fidi? Probabilmente ti sarà già capitato quel che ho appena descritto, il rivalutare una persona per come è quando il bagliore è svanito. Solo, forse hai pensato fosse un caso, e se sei in piena ossessione per qualcuno ora, penserai che con questa persona è diverso, è davvero come la stai vedendo ora, anche se sotto l’effetto dato dal rifiuto, e da una droga chiamata: mancanza di chi desideri. Credimi, la nostra mente funziona così, quando siamo presi davvero da una persona giustifichiamo tutto a noi stessi. Ma come ho detto il circolo si può spezzare. Basta che ti concentri a spegnere quella folla di voci in testa che non ti danno pace, ragionandoci su se ti fa più comodo, usa la razionalità, se ti va, per dare una spiegazione logica a quel che ti succede, non per alimentare le elucubrazioni negative. E non è finita qui. È importante che quando ti trovi in questa situazione cerchi in tutti i modi di controllare il tuo atteggiamento verso il mondo in modo da spezzare il circolo vizioso negativo e risollevare la tua autostima, il tuo desiderio di conoscere e frequentare altre persone, in modo da creare un nuovo circolo vizioso, positivo, attraverso cui riuscirai a ritornare ad una situazione di equilibrio. Sia chiaro. Come ben saprai questo tormento, questa sensazione, che ti fa dire “lei è la persona giusta”  ha una sua fine naturale, un suo iter. Ha una parabola ascendente e una discendente come tutto ciò che ci accade nella vita. Quello che ti ho descritto fino ad ora è solo un modo per accelerare la “guarigione”.

Ora una precisazione importante. Voglio sottolineare ancora come l’ossessione che ho descritto non necessariamente debba ricondursi all’Amore, (per dirla in parole povere, non ti sto spiegando come guarire dalla malattia d’amore) nonostante quanto fin’ora descritto sia validissimo anche in questo caso. Ci tengo a precisarlo perché non vorrei mi si leggesse come antagonista dei sentimenti d’amore, o si interpretasse il mio intervento come un tentativo di ridurre l’amore ad un triste insieme di sensazioni che il nostro cervello crea come risposte a stimoli esterni (risposte come il senso di mancanza, quello di non-possesso, e varie altre risposte positive ai caratteri fisici e mentali che la persona che desideriamo mostra di possedere).

Detto questo, spero la mia lezione vi sia utile in futuro. Se volete un esempio concreto di come l’ossessione per “la persona giusta” può bloccarvi, leggete questa storia dal forum.

Un saluto miei cari.

aptero.

Come smettere di idealizzare una persona: i 5 passi

Metto in fila qui sotto quel che ho raccontato, così da avere un ordine di lavoro invece di un discorso.

1. Dai un nome a quel che senti

Prima di qualunque altra cosa, cambia l’etichetta: non è la persona giusta, è una persona che hai costruito tu. Serve a spostare il problema dal mondo esterno (dove non hai potere) alla tua testa (dove ne hai). Finché lo chiami destino non c’è niente da fare; quando lo chiami idealizzazione, diventa una cosa su cui puoi lavorare.

2. Rinuncia al perché e alla chiusura

Il girotondo di domande sul perché è finita, o non è mai iniziata, non porta da nessuna parte: nessuna risposta è abbastanza buona da spegnere il pensiero, e cercarla ti tiene in contatto con l’ossessione ogni giorno. Rinuncia al chiarimento definitivo. Non ti serve una spiegazione per andare avanti, ti serve solo smettere di aspettarla.

3. Togli il carburante quotidiano

L’idealizzazione si alimenta di piccoli gesti ripetuti: controllare dove è stata, rileggere le conversazioni, passare dove potresti incontrarla, tenere aperta una chat che non risponde più. Sono dosi minime che rinnovano il ciclo ogni volta. Toglile una alla volta, senza cerimonie e senza annunci: è la parte meno nobile del lavoro ed è quella che sposta di più.

4. Torna in mezzo alla gente prima di sentirti pronto

Il pensiero che nessun altro le somigli non si smonta ragionandoci: si smonta incontrando altre persone in carne e ossa. Per questo il rientro in circolazione va fatto quando ancora non ne hai voglia, non quando ti sentirai guarito, altrimenti non arriva mai. Accetta le prime uscite storte, servono a quello: a riempire di facce vere lo spazio che finora occupava una sola immagine.

5. Lascia che la parabola si chiuda da sola

Anche senza fare niente questa storia finirebbe: sale, tocca un picco e poi scende, come tutto il resto. I quattro passi qui sopra accorciano i tempi, non annullano il percorso. Tienilo a mente nei giorni storti, perché pretendere di aver già chiuso è il modo più rapido per aggiungere al dispiacere anche il senso di fallimento per non esserne ancora uscito.

Domande frequenti

Come capire se è davvero la persona giusta per me? Diffida della sensazione di certezza assoluta che arriva quando ancora non conosci davvero l’altra persona: spesso è il segnale di un’idealizzazione, non di compatibilità reale. La persona “giusta” non la riconosci da un colpo di fulmine, la costruisci col tempo, conoscendola per quello che è davvero, con pregi e difetti.

Cos’è l’oneitis? L’oneitis è la fissazione ossessiva su una singola persona, idealizzata al punto da sembrarti l’unica possibile. Ti toglie lucidità nei pensieri e nelle azioni, ti rende bisognoso e, paradossalmente, molto meno attraente proprio agli occhi di quella persona.

Come si esce da un’infatuazione o da un colpo di fulmine? Smetti di alimentare il pensiero fisso e riporta l’energia sulla tua vita: le tue passioni, i tuoi obiettivi, le persone che frequenti. Ricordati che quel che senti è frutto di un’idealizzazione costruita dal tuo cervello; più ti concentri a spegnere quella folla di voci in testa, più l’ossessione perde forza.

Perché continuo a fissarmi su chi non mi corrisponde? Spesso non è amore: è il fatto che ti manca e che è fuori dal tuo controllo a renderti tormentato. La mancanza e il non-possesso creano desiderio. Riconoscere che stai amando un’immagine costruita nella tua testa, e non la persona reale, è il primo passo per liberartene.

Vuoi imparare come uscire dal tunnel dell’amicizia nel minor tempo possibile?


Commenti