Seducere

FearWolf300

Se sei finito qui cercando come gestire la paura di fare figure di merda, ti do subito la notizia: non c’è trucco, non c’è tecnica segreta, non c’è respirazione yoga che ti eviterà di farle. La via d’uscita è di un altro tipo, e la trovi nei prossimi paragrafi (c’è anche una sezione dedicata più sotto se vuoi saltare direttamente al punto).

La paura è un brutta bestia.

Più cerchi di non averla più ne hai.

Come dovresti comportarti quando provi paura?

Facile: la devi accettare.

Devi dire: “Non me ne frega una ceppa”.

Non piagnucolare dicendoti: “Gnè Gnè Gnè … ma perchè provo paura Gnè Gnè Gnè”, in quel modo fai solo notare ancora di più a te stesso che hai paura.

L’unico modo di sconfiggere la paura è sapere, SAPERE che ce l’hai, ma fare ciò che volevi fare lo stesso, è l’unico modo per rompere il muro della nostra zona di comfort e diventare liberi.

I samurai avrebbero diverse cosa da insegnarti a riguardo. Il loro Bushido (codice di comportamento) era tutto incentrato sul sentire la paura ma fare comunque la cosa che si erano prefissi di fare, perchè la vita del loro padrone era più importante della loro stessa.

Ecco perchè non avevano alcuna paura della morte anzi a volte la desideravano.

E Tu? Tu hai paura di attaccare bottone con una ragazza? Ci sono persone che quotidianamente vedono la gente morire sotto i propri occhi e tu ti fai problemi a sorridere a una ragazza per strada?

La vita è TROPPO, TROPPO breve per non assaporarne attivamente ogni momento.

GODITELA fino in fondo.

Quando bevi una tazza di te, spegni tv, telefono, computer TUTTO. Chiudi gli occhi e senti il sapore del tè avvolgerti la lingua.

Hai mai provato a metterti comodo sul divano, e bere la tua birra preferita, spizzicando pezzetti di parmigiano?

E’ una cosa che ti fa sentire vivo. In fatti in quel momento LO SEI! Stai usando tutti tuoi sensi:

Stai sentendo la morbidezza del divano.

Assapori il formaggio, accarezzi il palato con la birra.

Percepisci la consistenza della bottiglia di vetro e la ruvidezza libidinosa del parmigiano sotto i polpastrelli.

Senti l’odore del parmigiano, e l’aroma della birra.

Ascolti i rumori della stanza…

Anche solo per queste piccolissime delizie che ci regala la vita, io sono estremamente entusiasta di VIVERE.

Ma torniamo alla paura.

In quanto tempo sono passati gli ultimi 20 anni della tua vita?

In un fottuto SCHIOCCO DI DITA, ieri eri li che ti dicevi “quanto vorrei arrivare ai 18” e adesso che gli hai superati vorresti tornare indietro.

Sembra di avere cosi tanto tempo, ma 10 anni passano come un soffio di vento.

Cazzo ragazzi E’ LA NOSTRA VITA, NON SPRECHIAMOLA!!

I lassi di tempo che sprecate a preoccuparvi di ciò che pensano gli altri, o a basare la vostra prossima decisione su ciò che farebbero gli altri invece di fare ciò che vorreste davvero fare, se sommati sono letteralmente ANNI passati a non fare NULLA, sono anni passati sotto ipnosi.

Ci sono persone col cancro che moriranno la settimana prossima, e voi state pensando a cosa abbia pensato di voi la persona con cui avete appena finito di parlare.

Vi accorgete di quanto è stupido?

Possiamo vivere nel presente, possiamo usare i nostri sensi, perchè ce li hanno regalati, e invece non facciamo altro che vivere in mondi e dimensioni inesistenti.

Quando avete paura di qualcosa e questa maledetta paura vi blocca:

NON state VIVENDO. Siete ZOMBIE!! Fate parte del cast della notte dei morti viventi.

Siete in un altro mondo, non in questo.

Dovete SENTIRE la paura, non DOVETE SCACCIARLA, dovete accettarla, CONVIVERCI, GUARDARLA NEGLI OCCHI.

SOLO COSI SAPRETE DOMINARLA.

Quale scena migliore di questo eccellente passaggio di Fight Club per spiegare cosa intendo?

Tyler Durden invita Edward, a sentire ciò che sta provando li in quel momento presente, anche se spiacevole, invece di cercare di scappare in altri mondi, di ubriacarsi, di drogarsi, di sognare stupidamente.

Rimani qui, sangue freddo, e ABBRACCIA LA PAURA e il DOLORE, solo cosi le sconfiggerai.

www.facebook.com/video/video.php?v=1903223753857

Ora.. non sto invitando nessno a procurarsi una bella bruciatura chimica molto fashion sulla mano, ma la prossima volta che avete paura di fare qualcosa che invece vi farebbe crescere, dite a voi stessi: “Ok paura del cacchio, tu sei qui, ti sento, ma farò come se non ci fossi”, e poi letteralmente prendetevi di peso per la maglietta e buttatevi nell’esperienza, imparerete in quei pochi minuti un 1.000.000 di cose in più di quante ne avreste imparate solo leggendo o ascoltando qualcosa.

p.s. mi scoccia farlo ma siccome ci potrebbe essere come sempre qualche completo idiota (per il quale provo solo compassione) che pensa che fra le esperienze di cui parlo siano comprese anche quelle in cui si fa del male ad un’altra persona o a se stessi…

EBBENE sappiate ancora una volta che parlo di esperienze che vi farebbero crescere, ma che vi vergognate di intraprendere. Esperienze che non fate solo per paura di quello che gli altri potrebbero pensare di voi.

Il modo migliore per intrappolarvi è stato fin dalla vostra nascita quello di farvi perdere tempo a pensare a cosa gli altri pensano di voi, se cominciate a fare e pensare con la vostra testa, senza dare troppa importanza al parere altrui ecco che la vostra potenza diventa quasi pari a quella di un DIO.

Perchè? perchè state CREANDO la realtà! State finalmente prendendo iniziativa.

p.p.s Ora so che c’è qualche altro idiota integrale che sta pensando che se dico NON PENSATE a quello che pensano gli altri, questo significhi NON PENSATE agli altri, FREGATEVENE, e fateli soffrire.

Beh rispondetevi da soli e leggete meglio il mio articolo, capirete che non è cosi.


Le figure di merda sono il prezzo d’ingresso, non il nemico

Parliamoci chiaro: tutti quelli che oggi stanno bene nelle relazioni hanno alle spalle una collezione di figure di merda da fare invidia. Non è un’eccezione. È la regola. Non esiste nessuno — zero, nemmeno il tuo amico più disinvolto — che sia arrivato a muoversi bene con le persone senza prima essersi preso una lunga serie di rifiuti, silenzi imbarazzanti, battute cadute nel vuoto e strette di mano che sembravano durare un’ora.

Il problema vero non sono le figure di merda. Il problema è l’idea che dovrebbero non accadere, che ogni scivolata sia un verdetto su chi sei, che ogni risata a mezza bocca di una sconosciuta sia un giudizio permanente inciso nella pietra. Non lo è. Quella ragazza fra dieci minuti avrà già dimenticato, tu invece te la porti in testa per tre giorni, ed è esattamente questa asimmetria che ti intrappola. Tu stai giocando una partita diversa — più lenta, più dolorosa, più inutile — rispetto a quella che sta giocando il mondo reale.

L’unico modo per disinnescarle è farne tante, di corsa, una dopo l’altra. Non in modo masochista: in modo pratico. Ogni volta che un tentativo va male e sopravvivi — e sopravvivi sempre — la figura perde peso. Dopo la quarantesima, ti accorgi che quella cosa che chiamavi “disastro totale” era in realtà un episodio da tre secondi di cui nessuno tiene il registro tranne te. Le figure di merda, paradossalmente, sono il tuo biglietto per smettere di averne paura: più ne accumuli, meno pesano.

Se ti senti paralizzato prima ancora di provare, torna alle basi della prima lezione di approccio per capire come iniziare in modo semplice. E quando sei pronto a fare il passo successivo — chiedere davvero quello che vuoi — leggi “Come chiedere il numero ad una ragazza”. Non è la tecnica che manca. È il permesso di sbagliare.

Libri per approfondire:


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